Davide Cammarata architetti

Studio fotografico

Studio fotografico

Luogo
Palermo

Cronologia
2015

Status
Realizzato

Superficie
60 mq

Materiali 
Legno laccato per arredi su misura, ferro tinteggiato.

Luci
Flos, Viabizzuno

Questo lavoro è la dimostrazione di come sia labile il confine disciplinare tra il progetto cosiddetto di interni e il progetto di un nuovo manufatto architettonico. La nostra strategia si fonda sempre su analisi oggettive: luogo, budget, committente, facilità di reperimento dei materiali, tutti elementi che influenzano ogni scelta all’interno di un processo complesso e in continuo divenire. Il progetto, ovviamente, possiede anche un lato immaginifico e dall’incontro o scontro di questi due elementi, risulta l’intenzione del progetto che attende la verifica in cantiere. Il materiale dominante di questo lavoro è il ferro, usato non come pelle o decorazione, ma come fatto strutturale che detta le regole di una nuova geometria. La nuova intelaiatura sostituita a due muri collaboranti è fatta di HEA ancorate alle fondazioni esistenti del manufatto (locale di 60 mq composto da una sequenza di 4 stanze) tinteggiate di grigio antracite quasi nero. Nei vuoti di questo telaio si incastrano, come in un meccano, un solaio intermedio, una scala in lamiera forata tinteggiata di grigio chiaro che conduce alla quota del soppalco dedicato alla zona operativa privata e gli arredi realizzati su misura laccati di colore bianco. Al piano terra la struttura ingloba un wc e un antibagno con armadi in legno laccato bianco totalmente integrati nel nuovo episodio strutturale. Guardando il rigore della planimetria mi viene in mente quando qualche cliente guardando il disegno dice: ma non c’è movimento! Sorrido e penso: come se bastasse inclinare qualche linea per generare un sussulto! L’architettura quando è buona genera eventi, e forse, sta li nascosto quel movimento di cui qualcuno impropriamente parla. L’immobilismo apparente di una linea retta fissata sul foglio non ha nulla a che vedere con la fermezza statica del muro, anzi genera l’imprevedibilità mutando sempre rispetto se stessa.