Davide Cammarata Architetti

Resistere alle cose

Resistere alle cose

Committente
Longho

Luogo
Palermo

Anno
2026

Fotografie
Nanni Culotta

Un nuovo showroom 

Il punto di partenza di un progetto è  l’ascolto del cliente e la capacità di rispondere alle sue necessità senza la pigrizia dell’abitudine. Uno showroom non è un luogo da riempire a casaccio e l’eccesso di esposizione può sminuzzare lo spazio affaticando il visitatore. Per questo motivo, l’impaginato estetico deve essere coerente e conciliante, a partire dalla chiarezza dei percorsi, della disposizione degli oggetti e delle funzioni fino all’uso dei materiali.

L’esperienza commerciale
La disposizione planimetrica è chiara e comprensibile. La sala principale con al centro due grossi volumi è suddivisa in due navate e i corridoi diventano dispositivi visivi precisi che catturano l’attenzione sulla scena.
Il visitatore va incontro ad un unico destino figurativo, gli attimi di visione si susseguono in maniera fluida e scandiscono la visita. Lo spazio invita alla riflessione e ad un’esperienza di acquisto consapevole.

Architettura e allestimento
L’allestimento è per sua natura effimero. Questa temporaneità però non implica fragilità, perché ogni volta che si ripete l’atto di “allestire” si manifesta l’architettura. È il gesto dunque che resiste, è la ripetizione, è il pensiero e non gli oggetti o le materie: le cose, se non si tramutano in concetti, rimangono parate di oggetti inanimati come “turaccioli che galleggiano sull’acqua”.

I materiali
Gli intonaci dei prospetti interni sono trattati con una finitura di argilla dal colore tenue che si alterna con lievi gradazioni sui volumi interni. Questo timbro naturale si accorda con il pavimento: un “tappeto” di pietra di Billiemi levigata che si fa più rugoso in corrispondenza delle soglie e dei gradini dove la lavorazione a bocciarda ne rivela la grana più aspra e materica: un giunto in ottone segna il passaggio da una superficie all’altra.

work in progress – foto dello studio